Piccoli comuni grande risorsa

Volere bene all’Italia. 

Volere bene all’Italia. Si chiama così la festa dei piccoli Comuni (quelli con meno di 5000 abitanti) che si svolgerà  domenica 21 maggio su iniziativa di Legambiente e di un vasto comitato promotore di cui fanno parte enti istituzionali come l’Anci, l’Upi, l’Uncem, la Conferenza Stato Regioni, ma anche decine associazioni di cittadini, di quei corpi intermedi essenziali nella nostra società : dagli agricoltori ai commercianti, dagli artigiani alle farmacie rurali. Saranno quasi 2000 i Comuni che parteciperanno a questa che è la terza edizione della Festa in un successo sempre crescente dettato dal fatto che si diffonde l’idea che proprio questi piccoli centri – custodi spesso di bellezze artistiche straordinarie, di tradizioni artigiane ed enogastronomiche uniche al mondo – sono un patrimonio da tutelare e valorizzare, che il loro sviluppo può costituire un volano importante per quello nazionale perché è proprio nei piccoli centri che si trovano le esperienze dell’ormai nota soft economy: una filosofia d’impresa indissolubilmente legata ai territori e al loro tessuto sociale. Di più: sono quelli i luoghi più autentici della nostra identità  nazionale. Proprio a questo negli anni si è riferito il Presidente Ciampi , che sempre ha concesso il suo Alto Patrocinio alla manifestazione, nei messaggi che ci ha indirizzato, e non crediamo sia un caso che il Presidente Napolitano nel discorso di insediamento, nel passaggio in cui ha rivolto il saluto al predecessore, questa sua attenzione e il suo Viaggio in Italia ha voluto ricordare. E’ lì, in quell’Italia profonda, che si diffondono esperienze innovative e di qualità . Gli esempi non mancano. Nel 2005 è nata a Ferla, in provincia di Siracusa, la prima rete telematica cittadina senza fili della Regione Sicilia. L’intreccio tra tradizione e innovazione ha fatto si che le reti utilizzate per i mondiali di calcio in Giappone e Corea siano arrivate da Montisola (un comune di1.800 abitanti nel Lago d’Iseo), dove la comunità  locale custodisce i segreti di questa speciale fattura ereditata dalla manualità  dei pescatori e adesso ricollocata sui campi sportivi di tutto il mondo. La Festa di Voler bene all’Italia questo vuol essere: un’orgogliosa rivendicazione della propria identità  e delle proprie tradizioni, ma contemporaneamente una grande apertura all’innovazione. E’ solo così che si può combattere il nemico mortale di quei Paesi: il rischio di spopolamento. Ed è da qui che si devono creare le condizioni per rendere di nuovo “attraente” per un giovane decidere di rimanere a vivere e lavorare in un piccolo centro. Certo ci vuole un quadro di riferimento normativo di sostegno a tutto ciò. Per questo abbiamo presentato come primo atto della nuova legislatura alla Camera e al Senato il Disegno di legge sui Piccoli Comuni per il quale Realacci nel corso della precedente aveva ottenuto l’approvazione pressoché all’unanimità  alla Camera dei Deputati. Si tratta ora di farlo approvare rapidamente, trovando sostegno anche in parlamentari dell’opposizione, in modo da garantire le basi normative per il mantenimento dei servizi essenziali in quei piccoli comuni: dagli sportelli postali alle scuole, dai presidi sanitari alle caserme dei carabinieri. E in questo senso credo che vada anche valutata l’ottima scelta di un vice-premier come Rutelli al ministero dei Beni culturali e del turismo: e’ un segnale “importante”. Rappresenta infatti una garanzia affinché la promozione dell’Italia di qualità  entri a pieno titolo nelle priorità  dell’agenda politica. La Festa di domenica con la sua ampia partecipazione sarà  la prova che questa è la strada giusta.

Piccoli Comuni, grandi gusti dell’Umbria

L’iniziativa di Legambiente, in collaborazione con Enel, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica LA QUALITA’ DELLA VITA E DELLE PRODUZIONI CONTRO IL DECLINO 

Le produzioni agricole di qualità , le abilità  manifatturiere e artigianali collocate nei mercati internazionali, l’immenso patrimonio enogastronomico ma anche innovazioni, servizi online, risparmio energetico e fonti rinnovabili. Sono le eccellenze dei piccoli comuni, quelli con meno di 5mila abitanti che rappresentano più del 70% degli 8100 comuni italiani e dove risiede più di un quinto della popolazione nazionale. Sfidano il declino intrecciando tradizione e innovazione, attraverso legami positivi col territorio, la coesione sociale e l’apertura ai mercati globali. Per valorizzarli domenica prossima, 21 maggio, torna Voler bene all’Italia, la festa nazionale della PiccolaGrandeItalia, promossa da Legambiente sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e organizzata con la collaborazione di Enel, e di un ampio comitato promotore di associazioni ed enti. In Umbria fra i principali promotori oltre a Legambiente, ci sono, per il terzo anno consecutivo, Anci ed Uncem Umbria, che con il sostegno della Regione dell’Umbria, delle Province di Perugia e Terni, hanno coinvolto nell’iniziativa un numero sempre più crescente di piccoli comuni e di comunità  locali. Quest’anno si aggiunge anche la collaborazione di Federfarma Umbria, che per la giornata del 21 maggio garantirà  l’apertura della sua fitta rete di farmacie rurali che sono in quasi tutti i piccoli comuni dell’Umbria. Grande il coinvolgimento dei comuni umbri che ogni edizione presentano in maniera più matura e creativa il loro essere PiccolaGrandeItalia: visite guidate in luoghi di pregio e spesso non sempre accessibili, come a Castel Giorgio, Fossato di Vico, Monte Castello Vibio, Monte Santa Maria Tiberina, Scheggia e Pascelupo, Allerona e Stroncone, San Venanzo, escursioni nella bellissima natura umbra, come a Costacciaro, Paciano, Montegabbione, Poggiodomo visite condotte dai ragazzi delle scuole alla scoperta delle tradizioni e cultura popolari, come a Bettona e a Citerna, bici e cavallo per percorsi di natura e cultura a Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, Giano dell’Umbria, Bevagna. Proposte insomma per tutti i gusti (su www.piccolagrandeitalia.it tutte le iniziative nel dettaglio), come cita il titolo dell’edizione umbra 2006 di Voler Bene all’Italia, Piccoli comuni, grandi gusti, tutte accompagnate dal calore e dall’ospitalità  degli abitanti che sono i veri protagonisti di questa giornata, che vi guideranno anche alla scoperta dei sapori più tipici del loro territorio. Proprio per valorizzare il ruolo dei piccoli comuni rispetto al resto della regione, quest’anno si è prodotta anche una piccola guida di percorsi che servono a leggere il territorio umbro attraverso i suoi piccoli comuni.”Crediamo – sottolinea Vanessa Pallucchi, Presidente di Legambiente Umbria -che vada superata una visione frazionata e a volte campanilistica dei nostri piccoli comuni, per restituire loro quel ruolo di spina dorsale, di presidio geografico, di nuclei d’identità  culturale e produttiva, centrale per la nostra regione. Per questo intendiamo partire da questo evento, per creare un tavolo permanente che lavori su una declinazione legislativa regionale che tenga conto dei bisogni e della valorizzazione dei territori ‘minori’”. A testimonianza del valore che sta assumendo questa manifestazione, sono già  più di 1700 i municipi che, lungo tutta la penisola, parteciperanno alla giornata dell’orgoglio dell’Italia minore e del made in Italy, – e i numeri continuano a crescere. Solo in Umbria hanno già  aderito 44 realtà  locali , il 70% dei 63 piccoli comuni presenti in regione. “L’Italia è disseminata di migliaia di piccoli centri abitati, da secoli culla di un patrimonio straordinario fatto di beni culturali e ambientali, di tradizioni e abilità  manifatturiere – spiega Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente – Un’Italia nell’Italia composta da realtà , risorse e talenti, che rappresentano potenzialmente la chiave di volta per uno sviluppo diverso, rispettoso dell’ambiente e delle culture, più equo e duraturo. Che ha bisogno però – continua Ferrante – di un quadro normativo organico e specifico che preveda un sistema di finanziamenti, incentivi, defiscalizzazioni e semplificazioni amministrative in grado di rendere questi territori competitivi e capaci di contrastare lo spopolamento e l’abbandono. Il mio primo atto da Senatore eletto in questa regione è stato proprio quello di presentare un disegno di legge mirato a salvaguardare e promuovere le potenzialità  di quei numerosi borghi – spesso bellissimi ma quasi abbandonati – che caratterizzano l’abitato italiano e in particolare quello umbro” E’ proprio nei piccoli centri che spesso la qualità  italiana diventa un fattore di competitività , combinando con arte saperi tradizionali e innovazioni tecnologiche. I piccoli comuni si stanno affermando come luoghi di sperimentazione e di sviluppo di energie pulite: un fatto di grande rilevanza dopo l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e le misure imposte per la riduzione delle emissioni che rafforza sempre più la relazione tra risparmio energetico, competitività  e impatto ambientale. Ecco perché anche quest’anno Legambiente e Enel hanno deciso con Voler bene all’Italia di rilanciare il risparmio energetico per i piccoli comuni, regalando lampadine ad alta efficienza energetica. “L’iniziativa di Legambiente è in linea con alcuni degli obiettivi principali dell’azienda – ha spiegato Giuseppe Ferrara, Responsabile Enel Comunicazione Marche ed Umbria – tesa a rafforzare il legame con il territorio, contribuire al suo sviluppo e valorizzare le sue risorse. In questo senso le lampadine a basso consumo e ad alta tecnologia che regaliamo a tutti i Comuni aderenti alla festa sono un simbolo concreto della nostra presenza, del nostro impegno di modernizzazione portato anche nei piccoli centri e di una campagna di sensibilizzazione a un uso più razionale ed efficiente dell’energia elettrica”. Appuntamento per tutti dunque il 21 maggio nelle migliaia di piazze di borghi e piccoli comuni dove, con visite guidate, manifestazioni e percorsi naturalistici, si apriranno le porte a tutti i visitatori per valorizzare le bellezze e le risorse di questi territori, dal patrimonio storico-culturale alla straordinaria ricchezza di paesaggi e natura, di saperi e sapori e di convivialità . Tutti gli appuntamenti di Voler bene all’Italia sono disponibili su www.piccolagrandeitalia.it. Voler bene all’Italia è sostenuta da un vasto comitato promotore che, oltre a Legambiente, conta Anci, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, Protezione Civile, UNCEM, UPI, Federparchi, ACLI, AIAB, Alleanza delle Alpi, ANA, ANCIM, ANPCI, ARCI, ArciCaccia, Ass. naz. Pubbliche Assistenze, Assogal, Assoleader, Banca Etica, Banche del Credito Cooperativo, CIA, CIPRA, CittadinanzAttiva, CNA, CNGEI, Confagricoltura, Coldiretti, Compagnia delle opere, Confesercenti, CTS, Federculture, FOCSIV, Forum terzo settore, Lega Pesca, Libera, LIPU, Mare vivo, Pro natura, Symbola,Touring club, UISP, Città  del vino, Città  dell’ olio Città  della Terra Cruda, Città  del pane, Città  del miele, Ass. nazionale del castagno, Città Slow, Città  della ceramica, Movimento turismo del vino, Ass. Naz. Formaggi Sotto il Cielo, Ass. Italiana Paesi Dipinti, Città  Nazionale del tartufo, Città  delle ciliegie, Città  della nocciola, Borghi più belli d’Italia, Club dei Distretti Industriali, Associazione Città  del Bio, Associazione Città  Italiane Patrimonio Mondiale. Ufficio Stampa Legambiente 339.2412947

  

12/5/2006 – AMBIENTE ITALIA 2006

PRESENTATA LA XVII EDIZIONE DEL RAPPORTO DI LEGAMBIENTE FERRANTE: “L’AMBIENTE AL CENTRO DELLE POLITICHE CONTRO IL DECLINO”

Siamo il Paese europeo, tra i 15 membri storici dell’Unione, con la più alta mobilità  di passeggeri su strada (15400 km/ab/anno: +60% sulla Germania, +31% sulla media Ue), e a parte il Lussemburgo quello con la maggiore “dotazione” pro-capite di automobili (58 auto per 100 abitanti, la media Ue è di 48). Nel 2004 (ultimi dati disponibili) il 78% delle città  italiane ha superato i limiti fissati dall’Europa per l’inquinamento da polveri sottili (in Europa il 53,5%). Nel 2004, per la prima volta da sempre, siamo scesi sotto la media europea per quanto riguarda l’intensità  energetica, cioè il consumo di energia per unità  di Pil (192,6 Kep/1000 euro 1995 contro una media europea di 190,8), e negli ultimi dieci anni – caso anche questo unico nell’Unione europea – i nostri consumi energetici sono cresciuti praticamente allo stesso ritmo del Prodotto interno lordo (13% contro 14%). Nel solare termico e nel solare fotovoltaico l’Italia è quasi all’anno zero: 8 mq/1000 abitanti di pannelli per il solare termico (la media dell’Unione europea a 15 è di 34) e 0,52 watt/abitante di potenza fotovoltaica installata (2,2 la media europea); anche per effetto di questa arretratezza nei trend di sviluppo del solare, il carbone dopo anni torna sorpassare l’idroelettrico e tutte le rinnovabili nel contributo alla produzione energetica. Le nostre emissioni di anidride carbonica (il principale gas a effetto serra) sono cresciute dal 1990 ad oggi di oltre l’11%, mentre in base al Protocollo di Kyoto dovrebbero ridursi del 6,5% entro il 2012 e in Europa sono diminuite dell’1,7%. Il 45% delle acque di scarico sono fuorilegge (in Europa la percentuale scende al 25%), e quasi il 30% delle acque interne non è balenabile (in Europa solo il 7%). Galoppa l’abusivismo edilizio (140 mila edifici fuorilegge costruiti dal 2001 al 2005) e più del 30% delle coste italiane sono colpite da fenomeni di erosione (il Europa sono il 20%). Questi alcuni dei dati meno positivi di “Ambiente Italia 2006”, il rapporto annuale di Legambiente presentato questa mattina a Roma dal presidente nazionale Roberto Della Seta, dal presidente onorario Ermete Realacci, dal direttore generale Francesco Ferrante e dal curatore Duccio Bianchi: “La qualità  ambientale in Italia – ha detto Francesco Ferrante, direttore generale dell’associazione – paga un prezzo alto ad anni di immobilismo e decisioni sbagliate e in particolare a questo quinquennio di governo Berlusconi segnato da una totale disattenzione per le ragioni dell’ambiente e punteggiato da scelte decisamente vergognose come l’ennesimo condono edilizio generalizzato”. “Di più – ha sottolineato Roberto Della Seta – specie in settori chiave per il futuro del Paese come i trasporti e l’energia, la mancanza di politiche forti per la sostenibilità  si rivela come un fattore decisivo della stessa perdita di competitività  e dei rischi ormai evidenti di un declino italiano: perché un sistema dei trasporti di passeggeri e merci che si basa quasi del tutto sulla mobilità  stradale, un sistema energetico che non guadagna in efficienza e resta largamente dipendente dal petrolio e dal carbone, non solo penalizzano l’ambiente locale e globale e la salute dei cittadini, ma pesano come un macigno sulla tasche delle famiglie, sui costi delle imprese, sul cammino dell’innovazione tecnologica”. Fortunatamente, tra i tanti numeri raccolti da “Ambiente Italia 2006” ce ne sono anche di incoraggianti. Circa il 15% del territorio nazionale è in aree protette (parchi, riserve, zone tutelate in base a direttive europee), contro il 12% dell’Europa dei 15; oltre il 6% della superficie agricola è coltivata secondo metodi biologici (quasi il doppio della media europea), siamo il Paese con il numero più alto di prodotti tipici a marchio europeo Dop e Igp (145 su un totale di 678) e ben 353 vini Doc e Docg; crescono fortemente anche le certificazioni Iso e Emas e i prodotti con marchio europeo Ecolabel. “Dalla lettura del Rapporto di Legambiente – afferma Ferrante – si conferma che l’Italia è un Paese in difficoltà  ma non immobile. E molti dati dimostrano che per crescere e riuscire a competere è importante valorizzare le risorse territoriali, cioè l’intreccio di natura, cultura, coesione sociale, capacità  d’innovazione che è la più preziosa materia prima di quella che Ermete Realacci ha chiamato ‘soft economy’ e anche uno dei motori del made-in-Italy”. L’Ufficio Stampa Legambiente 06.86268355-79-99 L’Ufficio Stampa di Francesco Ferrante: 349.0597187 La produzione di “Ambiente Italia 2006” è ad impatto zero sul clima: grazie al progetto Azzero CO2, di cui Legambiente è partner, le emissioni prodotte (carta, stampa, spedizione delle copie, ecc.) saranno infatti neutralizzate finanziando progetti internazionali legati alle fonti energetiche rinnovabili.

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