Enea: bene la ricerca, ma sia estranea a nucleare vecchio e pericoloso del Governo Berlusconi

“La riaccensione dei reattori nucleari nel centro dell’Enea a Casaccia sarà  una buona notizia per la ricerca italiana se gli stessi saranno usati bene

e non piegati alle logiche della politica avventurista dell’attuale

Governo”. Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

“Con uno dei due rettori infatti – spiegano i senatori – si possono esplorare tecnologie per i reattori di quarta generazione che potrebbero forse consentire in futuro di costruire nuove centrali elettronucleari che ricicleranno il combustibile riducendo ad una frazione poco rilevante la

produzione di scorie purché la ricerca sia supportata da adeguati

finanziamenti. I due piccoli reattori nucleari dell’Enea inoltre potrebbero costituire un utile campo di ricerca e sperimentazione per applicazioni in vari campi, tra cui quello importantissimo delle tecnologie mediche, purché non si faccia propaganda ma si dicano quanti investimenti in ricerca si

vuole impiegare e si evidenzi attualmente il numero di tecnici e

ricercatori

“Invece – segnalano i senatori Pd – è di questi giorni la denuncia del sindacato per cui sembrerebbe che la situazione di ‘cassa’ dell’Agenzia è assai preoccupante, soprattutto a causa dell’ultimo ‘taglio’ operato in applicazione della manovra di luglio. Tanto che sembrerebbe che per far fronte a questa emergenza, l’amministrazione abbia deciso di non rinnovare i contratti a tempo determinato e gli assegni di ricerca in scadenza e di non attivare graduatorie di concorsi. Inoltre un rilancio del processo di ricerca e innovazione chiaramente non dovrebbe avere a nulla a che fare con i vecchi e pericolosi reattori atomici di terza generazione che il governo Berlusconi vorrebbe piazzare nel nostro Paese, contro la volontà  dei cittadini”.

“Il ritorno al nucleare del governo Berlusconi è destinato a un costoso fallimento, perché gli italiani non hanno nessuna intenzione di mettersi sotto casa i vecchi reattori francesi Areva e le scorie che emanano radioattività  per centinaia di anni.

Ne è la prova concludono Della Seta e Ferrante – il fatto che anche un pasdaran del centrodestra come Formigoni ha già  detto di essere contrario alle centrali in Lombardia”.