Termovalorizzatore a Roma: perché no?

pubblicato su RiEnergia

Realizzare un inceneritore a Roma non è una scelta corretta perché, prima ancora di discutere se è ambientalmente sostenibile, si tratta di una scelta anti-moderna e che va in direzione ostinata e contraria rispetto a ciò che ci suggerisce l’Europa.

Insomma, sarebbe un peccato perdere l’occasione di far entrare finalmente la Capitale nell’era moderna dell’economia circolare per inseguire il “mega-forno”, dopo che tutti per decenni si sono crogiolati nell’inanità. Inclusi quelli che, eletti trionfanti al grido “rifiuti zero”, non hanno realizzato nemmeno un impianto di quelli necessari a recuperare i rifiuti, non hanno alzato nemmeno di un punto la già deficitaria (in termini di qualità) raccolta differenziata romana e hanno invece proseguito nel massacro organizzativo dell’azienda (l’AMA) che se ne dovrebbe occupare Read More…

Bioplastiche compostabili: perché Greenpeace sbaglia

 pubblicato su greenreport.it

Nell’indagine ci si preoccupa di quelle “rigide”, le stoviglie, i bicchieri, le posate: si sta parlando di 3500 tonnellate su 8 milioni di umido Nei giorni scorsi è stata diffusa un’indagine di Greenpeace sulla difficoltà di smaltire correttamente le bioplastiche compostabili, e dato il rilevante interesse per il consumatore e il riflesso sulle imprese impegnate nel ciclo dei rifiuti anche greenreport ne ha dato notizia. Qui spiegherò perché a mio avviso Greenpeace sbaglia e perché l’errore è dovuto a un pregiudizio negativo che inficia l’imparzialità dell’indagine. Il pregiudizio sulle bioplastiche è dovuto a una diffidenza sull’origine delle stesse e sull’utilizzo che se ne vorrebbe fare. Ma purtroppo si trascura totalmente l’analisi del modello italiano sia dal punto di vista delle fonti che rispetto alla chiusura del ciclo. Read More…

Voto Parlamento Ue, dal 2026 gli inceneritori pagheranno le loro emissioni. “Roma ne tenga conto”

Intervista a Ohga! di Michele Mastrandrea

Il Parlamento Europeo, in Commissione Ambiente, ha deciso che dal 2026 le emissioni di inceneritori e termovalorizzatori dovranno essere pagate, secondo i principi dell’Emission Trading System europeo, da cui finora questo tipo di impianti era esentato. Una scelta che potrebbe influire sulla decisione dell’amministrazione di Roma di costruire un termovalorizzatore per risolvere il problema rifiuti della nostra capitale? Ne abbiamo parlato con Francesco Ferrante, ex parlamentare e oggi vice-presidente del Kyoto Club.

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