Meloni alla Cop27, ma andrà a fare il tifo per il clima che cambia

pubblicato su huffingtonpost.it

Due buone notizie per chi considera la crisi climatica la sfida più grande e decisiva per l’umanità di oggi e di domani.

Il nuovo premier britannico Sunak, terzo leader conservatore a ricoprire l’incarico in questa legislatura e primo capo del governo britannico non di pelle bianca, appena eletto aveva dichiarato che il 17 novembre non avrebbe potuto partecipare alla Conferenza mondiale sul clima a Sharm el-Sheikh, perché impegnato alla Camera dei Comuni per il discorso d’investitura. Dopo poche ore, sotto la pressione dei media e dell’opinione pubblica del suo Paese, ha dovuto cambiare idea e programmi: comunicando che alla Conferenza in Egitto ci sarà. Read More…

Presidente Meloni: quella non era destra democratica

pubblicato su huffngtonpost.it

Giorgia Meloni è nata nel 1977, il suo apprendistato politico – nel Fronte della Gioventù, organizzazione dei giovani del Movimento sociale italiano – è cominciato negli anni ’90, all’immediata vigilia del passaggio tra prima e seconda Repubblica. Dunque la sua biografia nemmeno lambisce la stagione più buia, anni ’70 e primi ’80, dello scontro violento in Italia tra gruppi giovanili di destra e di sinistra. Oggi Meloni è presidente del consiglio a capo di una coalizione di centrodestra, prima donna a ricoprire questo incarico dall’unità nazionale: un traguardo che ha raggiunto – usiamo una parola che le è molto cara – per “merito” personale, mandando in frantumi come ha detto nel suo primo discorso d’investitura un tetto di cristallo che ha visto succedersi in quel ruolo dal 1861 a oggi solo maschi (poco meno di un centinaio) e che sembrava infrangibile. Read More…

Le rinnovabili in Italia

Capitolo del rapporto GreenItaly 2022 della Fondazione Symbola e Unioncamere

Rinnovabili in Italia

L’anno scorso avevamo intitolato questo capitolo di GreenitalyLe rinnovabili a due velocità” e avevamo un po’ giocato sulla lepre (la velocità cui dovremmo andare nell’installazione di nuove rinnovabili) e la tartaruga (la lentezza che osservavamo dovuta a ostacoli burocratici, mancate semplificazioni, “distrazioni” della politica).

Purtroppo poco è cambiato. Anzi si dovrebbe dire che dato che la tartaruga ha accelerato molto poco, alla lepre adesso toccherebbe correre assai di più.  Il tema è sempre quello: gli accordi di Parigi (ormai vecchi di 7 anni) per affrontare la crisi climatica prima, il New Green Deal (pre-covid) dell’Unione europea dopo, il Next Generation UE e il conseguente PNRR successivamente e infine la crisi energetica esplosa con la guerra, per non parlare della stessa disponibilità delle imprese del settore a investire – come autorevolmente confermato dall’ambizioso programma della confindustriale Elettricità Futuratutto spinge per la decarbonizzazione. Sostituire le fonti fossili con efficienza e rinnovabili è diventato un must. Read More…

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