Senato. Ferrante (Ulivo): “Cdl non ha imparato la lezione del referendum”

 

 Dichiarazione del senatore de l’Ulivo, Francesco Ferrante 

“Stupisce questa botta di improvviso moralismo del centrodestra e, se pure è vero che i parlamentari godono di tanti e forse troppi privilegi, ricordo ai colleghi Pianetta e Storace che tutti i provvedimenti prima di approdare in Aula vengono studiati, discussi e spesso sostanzialmente modificati nelle commissioni, vero cuore dell’attività  legislativa”. Così il senatore de l’Ulivo Francesco Ferrante commenta le dichiarazioni dei due esponenti della Cdl. “Se questa becera e pretestuosa polemica è proprio necessaria, suggerisco ai colleghi di tacere sul voto di fiducia, fin troppo abusato dal governo Berlusconi. Inoltre – continua Ferrante – se la valutazione della qualità  del lavoro parlamentare passa per la quantità  di ore ‘di servizio’, allora ricordo anche che, nelle ultime due settimane, sono ben quindici i ministri che hanno relazionato sulle linee programmatiche della loro attività  ad altrettante commissioni. E sono state molte le ore che i senatori hanno dedicato alle attività  delle commissioni che già  hanno lavorato su vari e importanti provvedimenti”. “Le osservazioni di Pianeta e Storace sono pretestuose e rischiano di trasformarsi in un preoccupante antiparlamentarismo, dimenticando che le Camere sono l’istituzione di confronto democratico per eccellenza. E in proposito – conclude il senatore de l’Ulivo – la Cdl non ha ancora capito la lezione del referendum costituzionale?”

Tonno rosso a rischio estinzione

Il Ministero delle Politiche Agricole intervenga sulla preoccupante e sempre più in crescita caccia selvaggia del pregiato tonno rosso 

“Il Ministero delle Politiche Agricole intervenga sulla preoccupante e sempre più in crescita caccia selvaggia del pregiato tonno rosso, una specie che abita le acque del Mediterraneo”. Lo dichiara il senatore della Margherita Francesco Ferrante in un’interrogazione parlamentare al ministro Paolo De Castro. “Stando alle cifre fornite dalle associazioni ambientaliste – continua Ferrante – la quota annuale di pescato ha superato del 40% quello consentito dalla legge. Non solo, ma vengono utilizzate pratiche vietate come l’avvistamento aereo e la caccia dei tonni giovani, non ancora maturi per riprodursi”. “Chiedo, dunque, che il ministero di concerto con l’Unione Europea ponga in essere le precauzioni necessarie per preservare la specie che rischia in questo modo una prossima estinzione e che – conclude Ferrante – pratiche di questo tipo vengano severamente sanzionate”.

Alluvione Calabria

A 6 ANNI DALLA TRAGEDIA DI SOVERATO LA CALABRIA RESTA TROPPO FRAGILE IL 90% DEI COMUNI HA COSTRUITO IN AREE A RISCHIO ALLUVIONE E FRANA LA PROTEZIONE CIVILE GARANTISCE SOCCORSI TEMPESTIVI ED EFFICACI MA DIVENTANO INELUDIBILI INTERVENTI DI QUALITA’ PER METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO CALABRESE 

L’alluvione che ieri ha devastato la provincia di Vibo Valentia evidenzia ancora una volta una regione dai piedi d’argilla. A sei anni dalla tragedia di Soverato, i lutti di ieri ci ricordano drammaticamente quanto il territorio calabrese sia fragile. Fiumi, torrenti e fiumare abbandonate a se stesse, in balia dell’abusivismo, dell’urbanizzazione delle aree golenali e di greti trasformati in discariche. Non solo una pesante eredità  del passato, ma anche una scadente politica di gestione del territorio che resta di drammatica attualità . In Calabria infatti il 90% dei comuni ha abitazioni in aree di esondazione e appena il 13% realizza un positivo lavoro di prevenzione e cura del territorio per contrastare le alluvioni. “Ancora una volta la protezione civile deve accorrere per salvare il salvabile, un intervento tempestivo ed efficace che ha permesso di non aggiungere tragedia a tragedia – spiega Francesco Ferrante, direttore generale Legambiente – non è pensabile di rimandare una seria politica di messa in sicurezza di questi territori abbandonati, soprattutto di quei piccoli torrenti e fiumare che normalmente sono a secco- continua Ferrante – ma che possono trasformarsi in veri fiumi in piena”. Eppure di fondi per la messa in sicurezza del territorio calabrese ne sono stati concessi negli anni. Finanziamenti che raramente hanno portato ad un concreto risultato per la sicurezza dei cittadini e dei loro beni. E’ improrogabile passare dalla logica dei finanziamenti a pioggia a quelli mirati ad interventi di messa in sicurezza di qualità , realmente efficaci. “La Regione non può rimandare oltre un serio monitoraggio su quali e quante abitazioni esistono nelle aree a rischio – spiega Ferrante – e programmare una politica di prevenzione per renderle sicure, ricorrendo anche all’abbattimento degli abusi. Il governo può e deve trovare fondi per mettere la parola fine alla fragilità  calabrese – conclude Ferrante – senza buttarli in opere di dubbia efficacia. Per questo parliamo di finanziamento diretto alla delocalizzazione delle strutture in aree a rischio e a interventi di qualità  di cui sia verificata in sede di collaudo l’efficacia”.

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